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Allergie e intolleranze alimentari in aumento tra i giovanissimi

La lista degli alimenti che possono scatenare reazioni allergiche è lunghissima. Latte, uova, soia, frumento e frutta secca sono solo alcuni dei cibi che più di 17 milioni di persone in tutta Europa non possono assumere senza rischiare gravi conseguenze. Secondo l’EAACI (European Academy of Allergy and Clinical Immunology), 3,5 milioni di loro hanno meno di 25 anni e nei bambini le reazioni potenzialmente letali sono aumentate di sette volte nel giro di dieci anni.
LE MANIFESTAZIONI ALLERGICHE DURANTE LE ORE SCOLASTICHE - Ad essere a rischio, dunque, sono soprattutto i giovanissimi: i bambini che mangiano nelle mense scolastiche spesso si trovano ad assumere alimenti privi di un’etichettatura chiara e trasparente e, come spiega il Presidente EAACI Cezmi Akdis, “un terzo delle reazioni allergiche si verifica nelle ore di scuola” poiché i ragazzi “sono esposti a nuovi cibi e al rischio di venire a contatto con alimenti che potrebbero scatenare l’allergia”.
Non tutti sanno, infatti, che un’allergia alimentare impone un’attenzione particolare non solo verso la presenza dell’allergene nei cibi ma anche alla possibile contaminazione di questi ultimi con la sostanza incriminata. Come esempio concreto si può prendere la celiachia, cioè l’intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente in frumento, avena, orzo, kamut, segale, farro, triticale e spelta. In questo caso la contaminazione avviene per via molecolare, pertanto i celiaci non solo non possono assumere tutti gli alimenti che contengono i cereali già citati ma neanche cibi che siano venuti a contatto con gli stessi. Si tratta quindi di un’allergia che richiede un livello di attenzione molto alto, che purtroppo non sempre viene mantenuto nelle mense scolastiche.
GLI STANDARD MINIMI DI SICUREZZA – A fronte di questa situazione, l’EAACI ha redatto un documento contenente gli standard minimi internazionali per i bambini allergici, in cui vengono appunto stabilite le condizioni basilari di sicurezza. Parallelamente, occorrerebbe migliorare l’etichettatura dei cibi dal punto di vista della trasparenza: la dicitura, spesso utilizzata sulle confezioni, “può contenere tracce di latte/uova/glutine/altro allergene non è abbastanza chiara, in quanto non specifica il grado di contaminazione.
COME ARGINARE I RISCHI – Cosa si può fare, dunque, per non esporre bambini e ragazzi a questi rischi? Per quanto riguarda i pasti a scuola, si possono prendere informazioni sulla società che effettua il servizio catering per conto dell’istituto scolastico, verificandone affidabilità e serietà. Per quanto concerne invece i prodotti da consumare in casa, occorre fare caso alle indicazioni riportate sull’etichetta – che, proprio perché a volte non è trasparente, va letta e osservata con la massima attenzione – e assolutamente non contaminare gli alimenti al momento della preparazione. Stesso discorso per i pasti nei locali pubblici: oltre ovviamente a leggere attentamente il menu, al momento dell’ordinazione è bene precisare l’intolleranza o l’allergia da cui si è affetti, sottolineandone l’importanza, in modo che il personale dell’esercizio non ne sottovaluti i possibili rischi.

 


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