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Alcol 2011: Diminuiscono i consumatori, ma scoppia la moda degli aperitivi

Il consumo di alcol tra i giovani è un argomento delicato. Bere è sicuramente un piacere,  ma  può rivelarsi spesso un problema fino a diventare una vera e propria dipendenza. L’alcolismo è infatti una vera malattia. Ma d’altronde non bisogna diffondere l’idea che se bevi sei automaticamente un alcolista. L’argomento è quindi delicato. Uno studio dell’Istat,  dell’ Aprile 2011, ha rilevato che la quota di persone, con età maggiore di 14 anni, consumatori di alcolici, è diminuita nel 2010 fino ad arrivare a 67,6% ,mentre negli ultimi dieci anni era stabile al 70% circa. Dato molto positivo, diminuiscono inoltre i consumatori giornalieri, ma aumentano i consumi fuori dai pasti, questa tendenza è da collegare probabilmente al  diffondersi di abitudini come gli aperitivi. Questo vale maggiormente per le donne: infatti, tra il 2000 e il 2010 il numero di donne che consuma bevande alcoliche fuori dai pasti registra un incremento del 25,1% (contro il 15% dei maschi). I giovani sono maggiormente coinvolti in questo cambiamento di abitudini.
La moda dell’aperitivo ha comportato, specialmente nei giovani fino ai 24 anni, una diminuzione dei consumatori di solo vino e birra, con il consequenziale aumento di altri alcolici quali amari, cocktail  e superalcolici vari. L’aperitivo non è sicuramente una novità, risale infatti agli ultimi anni dell’800, e riguardava specialmente la città di Torino. Negli anni più recenti il fenomeno è tornato ad assumere una rilevante diffusione e ci porta subito alla mente Milano (la Milano da bere), dove questi momenti di incontro diventano riti e abitudini, per molti irrinunciabili.
Altro dato interessante è la differenza per genere. Generalmente gli uomini bevono più delle donne. Otto uomini su dieci consumano alcol. I maschi, dagli 11 anni in su che consumano alcol sono il 78,9% mentre le donne il 53,4%. I consumatori giornalieri preferiscono il vino alla birra e aumentano verso l’età adulta.

In Italia si consuma di più nel Nord-Est. Il titolo di studio anche è una variabile interessante: aumentano i consumatori occasionali all’aumentare del titolo di studio, ma i consumatori giornalieri invece aumentano tra i meno istruiti. I massimi consumi fuori pasto, per gli uomini del nord-est, si raggiungono in Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige (circa il 70%). Per le donne anche i consumi fuori pasto sono maggiori in queste zone e interessa maggiormente le più istruite, con un notevole divario (quasi uno a quattro) rispetto alle non laureate.
Il fenomeno dei consumi fuori dai pasti è dunque maggiore nei giovani. Tra i 18-24 è un abitudine che coinvolge il 20,8% della popolazione maschile e il 10,1% di quella femminile.
Area rischio: più di otto milioni i bevitori non moderati. Il consumo giornaliero non moderato riguarda il 14,3% degli uomini e il 3,6% delle donne, della popolazione nazionale. Le fasce estreme sono quelle più a rischio. Quindi i giovani tra i 18-24 e gli anziani dai 65 e oltre.
Comportamento a rischio tra i frequentatori di discoteche. E’ un dato tristemente noto che le ubriacature giovanili riguardano molto spesso i frequentatori di discoteche. Gli incidenti automobilistici causati dall’alcol sono ormai all’ordine del giorno e riguardano tutta Europa. E’ doveroso quindi che le aziende produttrici facciano, come hanno in parte iniziato a fare, un adeguata campagna pubblicitaria sui rischi che si corrono nel mettersi alla guida ubriachi e generalmente informare sui danni che può portare alla salute l’abuso di bevande alcoliche.
Consigliamo a tutti i giovani: prudenza e attenzione. Ricordiamo inoltre che tutti i pub e locali con licenza di vendita di alcolici oltre la mezzanotte, hanno l’obbligo di mettere a servizio dei clienti un etilometro. Controlla il tuo livello prima di metterti alla guida.

La migliore formula, in ogni caso è sempre: o bevi o guidi!

 


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