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Arriva la "Carta di Internet". L'accesso ad internet è ora un diritto fondamentale del cittadino

Ad un anno dall’istituzione della Commissione di studio presieduta da Stefano Rodotà, per l’elaborazione di principi in tema di diritti e doveri relativi ad Internet, è finalmente arrivata la Dichiarazione dei diritti di Internet, ovvero l’internet bill of right completamente “made in Italy”.
Tale provvedimento rappresenta un passo fondamentale verso la costruzione di una vera e propria Costituzione della rete. Il nostro paese ha dunque dato il suo contributo in questo percorso, intrapreso per la prima volta dal governo brasiliano con il Marco Civil- espressamente citato dalla carta italiana- che vorrebbe sfociare in una Carta internazionale dei diritti in Rete.
La Carta italiana ha lo spirito e la visone complessiva tipica delle grandi Costituzioni ed enuncia una serie di principi e valori che trovano ispirazione dalle Dichiarazioni universali dei diritti. Si fonda, infatti, sul rispetto della dignità, dell’uguaglianza, della diversità di ogni individuo  e della libertà degli uomini. Così l’art. 2 della Carta stabilisce che “L’accesso a Internet è diritto fondamentale della persona e condizione per il suo pieno sviluppo individuale e sociale”, determinando che ogni persona ha “eguale diritto di accedere a Internet in condizioni di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e aggiornate che rimuovano ogni ostacolo di tipo economico e sociale”.
Tra le questioni affrontate dalla Carta risulta particolarmente interessante il focus dedicato alla cultura, al digital divide e al "potere contrattuale" di chi usa Internet, prescindendo dagli scopi e garantendo “l’esercizio dei diritti di cittadinanza nella dimensione immateriale della rete”.
Oltre al citato diritto di accesso vengono affrontati dalla Carta: il diritto alla conoscenza e all’educazione in rete, la tutela dei dati personali e il diritto all’autodeterminazione informatica. Particolarmente interessante è, inoltre, l’articolo 7 sul “diritto all’inviolabilità dei sistemi, dei dispositivi e domicili informatici”, il quale stabilisce che i sistemi e i dispositivi informatici di ogni persona e la libertà e la segretezza delle sue informazioni e comunicazioni elettroniche sono inviolabili. Quest’articolo è importante in quanto scioglie un nodo che da tempo pesa nel sistema giudiziario italiano e internazionale circa l’utilizzo dei dati personali da parte dei governi. Viene stabilito dal medesimo articolo che “deroghe sono possibili nei soli casi e modi stabiliti dalla legge e con l’autorizzazione motivata dall’autorità giudiziaria”.
Importanti anche gli articoli 9 e 10 relativi al diritto all’identità e alla protezione dell’anonimato, volti a garantire la rappresentazione integrale e aggiornata dell’individuo ed evitare discriminazioni o censure al libero pensiero. Infine, vale la pena menzionare l’articolo 11 sul diritto all’oblio, concetto ad oggi quasi sconosciuto in rete e sicuramente poco applicato. Quest’articolo prevede che ogni persona ha il diritto di ottenere la cancellazione degli indice dei motori di ricerca dei riferimenti ad informazioni che, per il loro contenuto o per il tempo trascorso dal momento della loro raccolta, non abbiano più rilevanza pubblica. 

 


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