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Scuole italiane in condizioni disastrose, edifici inadeguati e materiale didattico insufficiente

Strutture fatiscenti, amianto nelle pareti, barriere architettoniche, edifici non a norma o a rischio sismico, carenza di insegnanti e poco sostegno per i bambini con mobilità limitata: Se la legge fosse applicata con rigore 8 scuole su 10 dovrebbero essere chiuse. Questo è ciò che emerge da un’inchiesta condotta da Il fatto quotidiano.
La situazione è drastica in tutta la nazione, coinvolgendo l’intero territorio italiano,  da Nord a Sud. A Napoli almeno 1300 strutture sulle 2000 presenti, necessiterebbero di interventi di ristrutturazione, lavori necessari per garantire gli standard minimi di legge;  che costerebbero -secondo stime attendibili-  alle casse dello Stato circa un miliardo di euro. In Lombardia, invece, il principale problema è riconducibile alla carenza di spazi nelle aule, dove gli studenti sono in continua crescita, arrivando a  raggiungere più 1,1 milioni quest’anno, mentre docenti e personale diminuiscono a causa dei tagli alle spese. 
Molte strutture -quasi il 60 per cento del totale- risultano costruite prima degli anni settanta e  secondo la legge non sarebbero neanche agibili, in quanto non rispettano i requisiti tecnici antisismici.  
Siamo tristemente abituati alle notizie di crolli di intonaci e controsoffitti, che in più di un occasione hanno portato al ferimento o alla morte di studenti, vittime impotenti di questa situazione di disagio. Queste condizioni rappresentano un motivo di grande imbarazzo per l’intera nazione, che espone i propri bambini e ragazzi a rischi inaccettabili, derivanti dal pessimo stato di manutenzione e ristrutturazione delle scuole pubbliche.
L’inadeguatezza non è limitata solamente alle strutture scolastiche fatiscenti, ma si riscontra anche nell’ambito didattico, che oltre alla carenza di personale accusa anche mancanze tecniche.
Internet è praticamente assente in molte scuole, come indicano i dati forniti recentemente dal Miur: solo il 10 per cento delle scuole elementari e il 23 di quelle secondarie è connessa a internet con la rete veloce. La maggior parte degli istituti, infatti, sono dotati di scarsa connessione (medio-bassa) ad accesso limitato, che nel 46 per cento dei casi non raggiunge tutte le aule ma è riservato solamente in alcune zone dell’edificio.
Lo stesso scenario desolante appare per le forniture dei materiali didattici. Così, ad esempio, le lavagne multimediali, che sono presenti in appena  il 27,3 per cento delle classi delle scuole medie e nel 26,2 di quelle elementari. Strumenti oggi considerati molto efficaci per agevolare l’apprendimento degli studenti e ampliamente diffusi in tutto l’occidente. Questi  dati fanno impallidire se confrontati con quelli dei paesi del Nord Europa, dove in media ogni studente ha un proprio computer o tablet messo a disposizione dalla scuola per fini didattici. 

 


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