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Riforma del lavoro: ecco le principali novità per i giovani

Nelle scorse settimane abbiamo assistito ad un’accesa polemica, che ha viaggiato rigorosamente a fil di rete, sulle dichiarazioni rilasciate dal Ministro Elsa Fornero che, intervistata dal Wall Street Journal, ha dichiarato che “il lavoro non è un diritto” e deve essere “guadagnato anche con il sacrificio”. La notizia è rimbalzata da un sito web all’alto, ha fatto irruzione sulle prime pagine dei giornali ed è risuonata nei titoli dei tg, suscitando reazioni indignate sia da parte di politici di tutti gli schieramenti che, soprattutto, da parte dell’opinione pubblica. Come al solito, a fare da vetrina sono i social network. Su Facebook e Twitter piovono i commenti: “La Fornero annienta i diritti dei lavoratori”, scrive qualcuno. “La Fornero mina la Costituzione con affermazioni assurde, stavolta piango io”, dice un altro utente. “Detto da una che ha una figlia docente a 30 anni e con 2 cattedre fa riflettere”, conclude un altro ancora.
I CAMBIAMENTI PER I GIOVANI - Comunque, tra una polemica e l’altra, la riforma è stata approvata e sta per introdurre alcune novità di rilievo per chi è sul punto di entrare nel mondo del lavoro. Tra le modifiche più consistenti figura certamente l’introduzione dell’apprendistato: quest’ultimo sarà infatti il principale strumento di assunzione per le aziende e, parallelamente, costituirà quindi la porta di ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Poi c’è il tasto (dolente) dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori: addio al reintegro automatico in caso di licenziamento legato a ragioni economiche, sostituito da un’indennità. Nell’ambito dei licenziamenti disciplinari, invece, il giudice potrà disporre il reintegro del lavoratore interessato solo ai sensi dei contratti collettivi. Aumentano inoltre i giorni di intervallo tra un contratto a termine e l’altro: la pausa obbligatoria sarà di 20 giorni per i contratti di durata inferiore a sei mesi e di 30 per i contratti più lunghi.
UNO SCENARIO CUPO – E, mentre detrattori e sostenitori della riforma del lavoro si affrontano a colpi di dichiarazioni sui media, da Bankitalia arriva l’ennesima conferma di una situazione critica dal punto di vista occupazionale. Infatti l’approvazione del ddl messo a punto dal ministro Fornero  - che, di fatto, va a limare e ad ammorbidire alcune norme finalizzate alla tutela dei lavoratori – si innesta su un panorama che si presenta sempre meno roseo per le giovani generazioni. La Banca d’Italia ha rilevato che il tasso di disoccupazione tra gli under 30 è pari a più del doppio di quello generale e che, in particolare al Sud Italia, il numero delle opportunità lavorative per i giovani è ridotto all’osso. Un’analisi, questa, confermata dai recenti dati Istat che, nonostante la disoccupazione complessiva risulti in lieve calo, registrano che il numero degli inoccupati tra i giovani è pari al 36%.
E’ dunque urgente l’introduzione di misure finalizzate alla crescita e allo sviluppo, di cui il Paese necessita per ripartire. E’ inoltre evidente come alcune delle misure previste dalla riforma non portino alcun vantaggio economico al livello nazionale ma anzi possano mettere in seria difficoltà molti lavoratori. 

 


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