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Giovani e fumo: un milione e mezzo di ragazzi e ragazze 'preferiscono le bionde'

Stando ai risultati di recenti indagini, l’Italia è un Paese di fumatori: le persone che non vivono senza le ‘bionde’ sono pari al 24% degli uomini e al 20% delle donne, per un consumo medio di 13 sigarette al giorno. Si stima che ogni giorno tra le 80.000 e le 100.000 persone inizino a fumare.
GIOVANI FUMATORI – Tra i dati disponibili in merito all’abitudine al fumo degli italiani, saltano all’occhio le cifre riguardanti i giovani: si stima che nel nostro Paese il vizio riguardi il 15,9% dei ragazzi e il 21,8% delle ragazze di età compresa tra i 15 e i 24 anni, per un totale di circa un milione e mezzo di persone. L’età media in cui si inizia a fumare è di circa 17 anni (l’87% dei fumatori inizia entro i 20 anni) e, a quanto pare, si provano le prime sigarette sotto l’influenza da amici e compagni di scuola.
PUBBLICITA’ - E’ interessante notare come in questi ultimi anni le multinazionali del tabacco si siano ingegnate a cercare nuovi canali di promozioni per il loro prodotto, la cui commercializzazione si trova ad affrontare un’opposizione crescente da parte dei governi nazionali. In molti Paesi, infatti, si stanno adottando misure anti-fumo sempre più rigide, nel tentativo di indurre una percentuale sempre più alta di fumatori a smettere e di scoraggiare i giovani ad iniziare. In Italia l’ultima restrizione è stata introdotta dal decreto Balduzzi, approvato nelle scorse settimane, che prevede il divieto di vendere sigarette ai minorenni. Tuttavia il contrasto al tabagismo è un’operazione complessa, perché da una parte andrebbe accompagnata da una efficace azione preventiva e anche perché le società produttrici riescono spesso ad individuare efficaci metodi promozionali. Un esempio classico è costituito dall’attività dei promoter, che spesso vengono inviati ad eventi o comunque nei luoghi della ‘movida’ cittadina proprio per fare pubblicità ad un marchio. In questi casi il o la promoter chiede alle persone se e quali sigarette siano abituati a fumare: nel caso in cui la risposta individui un marchio diverso da quello che si deve promuovere, la persona in questione riceve un gadget con la marca bene in vista o addirittura un pacchetto di sigarette. Inoltre una recente indagine dell’Università di Sydney ha inoltre rilevato che esistono almeno un centinaio di applicazioni per smartphone che in fanno in qualche modo riferimento al fumo.
DANNI ALLA SALUTE – Medici e organizzazioni che operano in ambito sanitario lo ripetono da anni e studi e ricerche lo dimostrano: il fumo è gravemente dannoso per la salute. Il tabagismo è infatti considerato come uno dei fattori che possono concorrere a determinare molte patologie cardiovascolari e dell’apparato respiratorio oltre che una delle cause che possono determinare l’insorgere di tumori.

COSTI – Oltre all’aspetto della salute, che ovviamente è quello più importante, un’altra voce rilevante è costituita dai prezzi. Analizzando i principali marchi di sigarette, si nota che il fumo, oltre ad essere un vizio dannoso, costa anche caro: il prezzo medio di un pacchetto di sigarette è di 4,55 Euro. Questo significa che un fumatore che acquista un pacchetto di sigarette al giorno spende 1.660,75 Euro ogni anno.

 


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