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LA SALUTE E L’ABBIGLIAMENTO: QUAL E’ IL PREZZO?

La salute prima di tutto. Ma non tutti sanno che la sua salvaguardia passa anche attraverso ciò che indossiamo e quanto possa essere dannoso indossare capi di abbigliamento contraffatti.
Ogni anno migliaia di tonnellate di prodotti contraffatti entrano in Italia e vengono commercializzati. Sono oltre 110 milioni i prodotti contraffatti o pericolosi sequestrati in Italia nel corso del 2010. Inoltre  oltre il 30% dei capi d’abbigliamento importati annualmente è di provenienza cinese. Questi prodotti falsi sono spesso realizzati con l’aiuto di sostanze chimiche non idonee al contatto con la pelle, e spesso portano a irritazioni e intossicazioni.
Il problema diventa evidentemente più ingombrante quando riguarda i prodotti originali.
A portare la questione all’attenzione del grande pubblico è stata Greenpeace con il rapporto “panni sporchi 2”. Operazione che si pone lo scopo di individuare la presenza di sostanze tossiche nei tessuti tra le più importanti griffe del mondo.La ricerca di Greenpeace ha avuto come oggetto 78 articoli di abbigliamento e scarpe sportive acquistati in 18 differenti paesi in tutto il mondo, fra cui anche l’Italia.
52 prodotti appartenenti a 14 marche (Abercrombie & Fitch, Adidas, Calvin Klein, Converse, G-Star RAW, H&M, Kappa, Lacoste, Li Ning, Nike, Puma, Ralph Lauren, Uniqlo e Youngor) sono risultati positivi al test sui nonilfenoli etossilati (NPE).
I prodotti erano destinati ad un pubblico vasto, variabile per genere e appartenente a diverse fasce d’età.


Brand

Numero capi testati

Numero capi positivi al test

Adidas

9

4

Nike

10

5

Kappa

5

4

Lacoste

4

1

Puma

9

7

(un estratto delle marche più conosciute. Fonte: rapporto ‘panni sporchi 2’ di Greenpeace).

COSA SONO I NONILFENOLI ETOSSILATI?
Sono sostanze che non si trovano in natura. Gruppo chimico molto vasto, gli alchilfenoli etossilati, viene spesso impiegato in vari processi industriali fra cui il tessile.Il materiale può danneggiare il sistema ormonale, lo sviluppo sessuale e il sistema riproduttivo. Il nonilfenolo è persistente perché non si degrada facilmente e bioaccumulante perché si accumula lungo la catena alimentare.
E’ stato messo in evidenza che le quantità presenti in abiti e scarpe non è dannosa direttamente per l’uomo, ma ha anche evidenziato che esiste un sovradosaggio su molti capi. Ma l’uso continuo e l’esposizione diretta della pelle  al prodotto potrebbero avere riflessi problematici.
Inoltre è stato dimostrato che  i veri rischi si avrebbero durante i lavaggi in lavatrice. Durante questo processo, infatti, una parte di NPE si scioglie nell’acqua per finire poi nel sistema fognario, nelle falde acquifere e quindi nel ciclo dell’acqua.

 

LEGISLAZIONE

Bisogna evidenziare che in Europa l’uso di questi composti sono vietati con una serie di provvedimenti, come: la Direttiva quadro sulle Acque che nel 2001, ha posto le basi per adottare misure in grado di prevenire le emissioni di nonilfenolo nei corpi idrici entro 20 anni. Altro provvedimento importante quanto recente, è il Regolamento REACH (2006). Nonilfenoli etossilati hanno  quindi subito una reale limitazione  per l’importazione ed esportazione dalla Cina. Tuttavia la produzione, l’uso e il rilascio di NP e NPE in Cina non è regolato da alcuna legge.
DOVE SI PRODUCE?  
L’utilizzo di queste sostanze tossiche sono state riscontrate nei prodotti provenienti prevalentemente da Cina, Malesia, Vietnam e Filippine. Il rapporto di Greenpeace denuncia una forte presenza di sostanze dannose nelle acque cinesi. Anche altri paesi in via di sviluppo come Bangladesh, Cambogia o Turchia, sono coinvolti nel problema.
CONCLUSIONI
Il problema è risolvibile, basta la volontà, l’impegno e la serietà delle grandi imprese. Le grandi firme dovrebbero rendere ‘trasparente’ tutto il processo produttivo, mettendo on-line le dovute informazioni sui propri metodi e scarichi. Questa è la strada percorsa da Puma e Nike, dopo la precedente pubblicazione ‘Panni sporchi’ (sempre Greenpeace), che denunciava il problema dell’inquinamento dei fiumi cinesi, colpendo pesantemente l’immagine delle grandi case di moda, ma specialmente di abbigliamento sportivo. Le due grandi firme si impegnarono a raggiungere l’obiettivo “scarichi zero” entro il 2020, rendendo inoltre pubblici tutte le informazioni sugli scarichi tossici.
COME DIFENDERCI?
Difendersi diventa molto complicato quando la legge non riesce a far fronte ad un emergenza sempre più in espansione. Le grandi multinazionali sono ovunque ed acquisiscono un peso economico sempre maggiore. I provvedimenti legislativi servono, ma sono utili se vengono coordinati a livello internazionale, perché queste imprese operano su più territori. Alcuni consigli però possono essere dati sul riconoscimento dei prodotti contraffatti, che sicuramente danneggiano l’economia e spesso anche la salute.
Occorre:

  • fare molta attenzione agli acquisti in rete e da programmi televisivi dove non si può testare la consistenza del bene. Evitare assolutamente l’acquisto di farmaci via internet, che  potrebbero nella migliore delle ipotesi rivelarsi delle fregature, nella peggiore danneggiare la salute.
  • Controllare sempre l’etichetta, meglio se scritta anche in italiano e/o con il marchio CE.
  • Diffidare dai prezzi troppo bassi. L’eccessivo divario tra qualità-prezzo è una caratteristica essenziale della contraffazione.

Ricorda che l’acquisto di materiale contraffatto è sanzionabile così come la vendita!

 


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