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Il gioco e i giovani, cresce l'area di rischio

Il gioco e il rischio
Mentre tutti i consumi, dall’alimentare a quelli extra alimentari, dai beni durevoli a quelli per la casa, diminuiscono, quelli legati al gioco continuano a crescere.
La progressiva liberalizzazione del mercato iniziata nel 2002 ha portato ad un intenso sviluppo del giro d’affari
Così, in tempo di crisi mentre molte aziende perdono notevolmente parte dei loro guadagni il gioco, nelle sue varie articolazioni, e tutte le attività ad esso collegato, conosce  nuova proffittabilità. Il mercato delle scommesse non risente in alcun modo della crisi, anzi pare che proprio in questo  periodo sia addirittura in aumento il numero dei giocatori. L’ incremento sembra riguardare principalmente i giovani.


GRAFICO DELLE ETA’ (campione di 1558 persone, tra cui 720 femmine e 838 maschi. PROGETTO ALEA quando il gioco non è più un gioco ).

Quella del gioco d’azzardo è tra le più fiorenti industrie in Italia. A testimoniare questo incremento ci sono i dati: in Italia nel 2003 la quantità di gioco ammontava a 15 miliardi di euro;  nel 2008 a 47,5 miliardi di euro e nel 2010 è arrivata a 61 miliardi, con un aumento del 300%, arrivando a rappresentare qualcosa che si aggira intorno al 3% dell’intero PIL italiano e una quota crescente delle entrate erariali. Un dato interessante inoltre è che l’aumento è stato più significativo negli ultimi 3-4 anni. E’ quindi evidente che la quantità di gioco è inversamente proporzionale all’andamento dell’ economia. Più c’è crisi, più cresce la spesa per il gioco.

Chi gioca?           
Siipac (Societa' italiana di intervento sulle patologie compulsive) ha tracciato un identikit del tipico giocatore italiano: il 59,2% sono uomini, mai sposati (34%), con un diploma di scuola superiore (69%) e un'eta' media di 35-40 anni per gli uomini e 45-50 anni per le donne. Per quanto riguarda i giovani: Il 68% (su un campione di quasi 700 mila) ha giocato almeno una volta, con una spesa media mensile di 10 euro. Giocano più i ragazzi (il 76%) ma anche le ragazze hanno sperimentato i giochi con vincite in denaro (61%). 
La propensione al gioco è fortemente correlata al contesto sociale e familiare. Si gioca di più e con più soldi al Sud e negli istituti professionali, piuttosto che nei licei. Nelle famiglie in cui si gioca si trova l'80% dei giovani giocatori, con una spesa mensile doppia rispetto ai nuclei familiari in cui non si gioca. 


Perché giochiamo?
Uno studio americano pubblicato sulla rivista 'Addiction' ha rilevato che chi ha comportamenti impulsivi nell'infanzia, ha un rischio tre volte maggiore di diventare da adulto un giocatore d'azzardo patologico. L'impulsività, cui si può anche essere predisposti geneticamente, e' quindi un fattore che influisce sulla predisposizione al  gioco, e si può riscontrare fin da bambini. Non c’è niente di male nel giocare, purchè non si spendano grandi cifre e non si venga a sviluppare una dipendenza. Anzi il gioco può svolgere un ruolo ricreativo e ludico assolutamente positivo. I problemi nascono quando il piacere diventa un vero e proprio vizio. In questi casi il gioco diventa un impulso incontrollabile e patologico che può arrivare a stravolgere i rapporti familiari e sociali del giocatore. Uno studio di Nomisma ha rilevato che il 52%  dei giovani ha iniziato a giocare per caso. Per i giovani il gioco è un passatempo occasionale, a cui dedicare meno di un ora al mese. Soltanto l'8% reinveste in gioco le vincite. Ma il 48% non ha interesse a giocare. Altri fattori che influenzano il comportamento che assumiamo nei confronti del gioco, possono riscontrarsi nel bombardamento mediatico alla quale tutti siamo sottoposti quotidianamente. Il luogo preferito per eccellenza dalla pubblicità è sicuramente la rete, dove i siti di gioco e scommesse trovano sempre maggiori spazi. Arrivando a disturbare la tranquilla navigazione degli utenti. A questo si aggiunge, il fatto che sono molti i volti noti che si prestano per le pubblicità (tra i più famosi: Totti, Buffon e Claudio Bisio),  rendendo il tutto più accattivante.


Come?

Fonte Nomisma
Secondo la ricerca di Nomisma, sono i ‘gratta e vinci’ ad essere scelti dai giovani (53%), seguiti dal superenalotto (39%), lotto (27%) e scommesse sportive in agenzia (22%). Ancora bassi ma destinati a crescere i valori dell'online. Il gioco è considerato il rischio più preoccupante per i giovani dal 3% degli italiani, dopo droghe, alcol, fenomeni di bullismo, disturbi alimentari e malattie sessuali e prima del tabacco. Ma sono gli stessi giovani a pensare che può dare dipendenza (92%), chiedendo maggiori informazioni (38%), in quanto le notizie arrivano per la pubblicità e via internet (82%). 

Consigli utili:
Il gioco non è di per sé una patologia. Un consiglio:se proprio si vuole giocare bisogna  farlo  con prudenza, senza lasciarsi prendere la mano.  Evitando sempre di giocare grandi cifre e con bassa frequenza!
Si consiglia inoltre di consultare la ASL locale, che offre servizi specializzati, se si pensa di avere qualche problema di gioco, per saperne di più o semplicemente per approfondire l’argomento! 

 


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