Riciclaggio e smaltimento rifiuti: un bene per te e per l'ambiente
Packaging: ecologico o no?
Ci sono imballaggi che sembrano ecologici, ma danneggiano più di altri l’ambiente. Ecco come scegliere quelli che inquinano meno
Quale packaging scegliere?
Perché si avvicini a un modello ideale un imballaggio deve:
- Sfruttare al massimo lo spazio, senza sprechi;
- Essere di un solo materiale, facilmente separabile e riciclabile;
- Poter essere comprimibile senza fatica;
- Essere riciclabile o riutilizzabile ogni volta che è possibile;
Il materiale usato negli imballaggi
Quello che conta, nel determinare quanto è ecologico un imballaggio, è la quantità e la tipologia di materiale utilizzato: da questo dipende l’impatto finale che ha sull’ambiente. Per quanto non sia evidente a prima vista, infatti ogni imballaggio comporta un consumo elevato di risorse, produce un danno all’ecosistema, ha ripercussione sulla salute dell’uomo.
Olio usato da non buttare
Molto spesso inquiniamo senza rendercene conto : quante volte abbiamo scaricato l’olio avanzato dalla frittura in un lavandino o abbiamo deciso di cambiare l’olio del nostro motore, spargendo quello usato sul terreno.
Facendo così, abbiamo causato gravi danni all’ambiente, basti pensare che 4 litri di olio di motore usato inquinano un’area grande come 6 piscine.
Come fare per smaltire
Eppure smaltire l’olio usato è facile. Basta telefonare all’azienda che si occupa dello smaltimento dei rifiuti nella propria città e chiedere informazioni. Altri dati utili si trovano sui siti dei consorzi che si occupano del riciclo degli oli alimentari e di quello di motore.
Una nuova vita per l’olio
Dal riciclo di questi oli si possono avere nuovi prodotti utili. Dall’olio motore usato è possibile ottenere nuovo olio motore (spesso di qualità superiore), mentre da quello alimentare si ottengono sapone, olio lubrificante vegetale, grasso per concia, biocarburanti.
Pneumatici: quando è ora di cambiarli.
Quando il pneumatico è da sostituire, ci sono diverse strade da seguire.
Se è danneggiato solo il battistrada, lo si può restaurare applicando uno strato nuovo di gomma. Ripristinare così il battistrada non è, però , una soluzione duratura, significa rimandare il problema: è sconsigliabile.
Ricostruire il pneumatico invece offre maggiori garanzie di prestazioni e di durata nel tempo. Il battistrada consumato viene eliminato e sostituito con materiale nuovo.
La ricostruzione è possibile perché la struttura di un pneumatico ha una vita più lunga rispetto al battistrada.
Una nuova strada
Quando un pneumatico non è sottoposto né a restauro né a riutilizzo viene avviato al riciclo o al recupero. Le gomme possono essere impiegate come materiale in edilizia e come protezione di sicurezza ( ad esempio nei porti come parabordi).
La parte gommosa può essere macinata fino a diventare polvere, utilizzabile per confezionare moquettes, materiali isolanti, piste per atletica, pavimentazione per parchi, pannelli fonoassorbenti e altri articoli per l’edilizia.
Tutte queste cose sono possibili, ma non sempre realizzate: come per altri materiali, il riciclo del pneumatico ha bisogno di essere incentivato. L’alternativa al riciclo è il destino negli inceneritori o l’utilizzo del pneumatico come combustibile negli impianti industriali.
Smaltire i farmaci
Spesso dimentichiamo i farmaci nel mobile del bagno, a volte riemergono se frughiamo in qualche cassetto, oppure li ritroviamo abbandonati nelle valigie che abbiamo usato nell’ultimo viaggio.
E quando ci servono ci accorgiamo che sono scaduti e li buttiamo via distrattamente. Niente di più sbagliato: un medicinale non è spazzatura qualunque.
Contenitori da usare per i farmaci
I farmaci danno origine a rifiuti speciali, che non possono essere gettati nell’ambiente come se niente fosse, poiché contengono sostanze attive, in grado di interagire con l’ecosistema. Si calcola che ogni anno le famiglie si disfino di circa un miliardo di compresse.
Questo esercito di pastiglie, creme, fiale e quant’altro dovrebbe finire negli speciali contenitori bianchi posti al di fuori delle farmacie, che servono a raccogliere i farmaci ormai scaduti o non più usati. Sono facili da individuare e non richiedono sforzi particolari: basta ricordarsi di portare con sé le vecchie medicine ( dopo aver gettato la scatolina di cartone insieme alla carta da riciclare) in una delle nostre visite alla farmacia.
In qualche Comune sono presenti anche nelle piazzole ecologiche.
Inceneriti o in discarica
Quasi tutti i tipi di medicinali finiscono nei termovalorizzatori, dove vengono bruciati: questi impianti possono essere specializzati nella distruzione di soli farmaci oppure essere anche usati per bruciare normali rifiuti solidi urbani. Qualcuno potrà storcere il naso, ma in realtà la combustione è il modo migliore per eliminare questo tipo di sostanze.
La fiamma dei moderni termovalorizzatori ( a 600-900 gradi) è in grado di scomporre le complesse modifiche molecole organiche dei principi attivi nei componenti basi.
L’alternativa è la discarica, dove invece i rischi che le sostanze filtrino nel terreno e contaminino l’acqua delle falde è molto più alto.
Lampadine e raccolta differenziata.
I RAEE, cioè i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, sono entrati da poco nel sistema della raccolta differenziata del nostro paese. Fra questo tipo di rifiuti, le sorgenti luminose a scarica costituiscono un caso particolare: prodotti moderni e innovativi, che fanno risparmiare energia, ma che possono trasformarsi in un potenziale pericolo per l’uomo e per l’ambiente a causa delle sostanze pericolose che contengono, e che vanno di conseguenza raccolti in appositi impianti. Infatti poiché al loro interno è presente il mercurio, quando si esauriscono diventano rifiuti pericolosi. Oltre alla tossicità hanno anche la caratteristica della fragilità, essendo costituite per il 90% da vetro. Per questo è importante non gettarle nella pattumiera o nel cassonetto, ma separarle dai rifiuti solidi urbani affinché vengano avviate al corretto processo di ritiro e riciclo.
Come e dove smaltire
Per evitare che le eco-lampadine finiscano in discarica la normativa ha stabilito la predisposizione di appositi centri di raccolta, detti anche isole ecologiche, dove i RAEE sono ritirati dai Consorzi dei Produttori. Per conoscere il punto di raccolta più vicino è possibile consultare il sito www.cdcraee.it all’interno della sezione “Comuni” (Lista dei Centri di Raccolta per Area Geografica), dove troverete le informazioni più aggiornate.
E’ importante sapere che soltanto le lampade a basso consumo di energia si raccolgono separatamente dagli altri rifiuti, mentre le lampade ad incandescenza e ad alogeni ( quindi lampade contenenti il filamento metallico) e a LED non sono soggette a raccolta differenziata.
